Nel mondo del retrogaming esistono leggende che i fan inseguono per decenni. Una delle più affascinanti riguarda il porting originale di Resident Evil per Game Boy Color. Sviluppato da HotGen e cancellato da Capcom nel 2000 perché “non all’altezza delle aspettative”, il progetto è rimasto per anni un mistero.
Oggi, grazie al lavoro di conservazione di Games That Weren’t e della community di GBAtemp, è emersa una nuova build (dump) che cambia tutto: il gioco è quasi completo.
Una sfida tecnica impossibile
Portare l’orrore di Villa Spencer su una console a 8-bit con uno schermo da 160×144 pixel era un’impresa folle. Eppure, HotGen ci era quasi riuscita. A differenza di molti altri porting dell’epoca, questa versione cercava di replicare fedelmente l’esperienza PlayStation:
- Sfondi pre-renderizzati: Compressione estrema per adattarsi alla memoria limitata delle cartucce GBC.
- Gameplay fedele: Stesse inquadrature, stessi enigmi e la medesima atmosfera “survival”.
- Gestione degli sprite: Una gestione tecnica impressionante dei nemici e dei protagonisti in un ambiente 2D che simulava il 3D.
Cosa cambia rispetto alla vecchia versione?
Fino a poco tempo fa, l’unica build disponibile (trapelata nel 2012) era poco più che una tech-demo piena di bug e priva di finali. Questo nuovo ritrovamento, invece, rappresenta lo stato del gioco a pochissime settimane dalla sua cancellazione.
Le novità principali di questo dump:
- La campagna di Jill è completabile: È possibile giocare dall’inizio alla fine, affrontando quasi tutti i boss.
- Arriva il Tyrant: L’iconico boss finale è finalmente presente e funzionante.
- Rimozione del Debug Menu: Segno che il gioco era ormai in una fase di rifinitura avanzata (“close-to-finished”).
- Cutscene e Finali: Sono state recuperate molte sequenze narrative che si pensavano perdute per sempre.
“È un miracolo tecnico che dimostra quanto gli sviluppatori degli anni ’90 riuscissero a spingere l’hardware oltre ogni limite logico.”
Lo stato attuale: un paradiso per i Romhacker
Nonostante i progressi, il gioco presenta ancora delle sbavature. La campagna di Chris Redfield tende a bloccarsi a causa di un bug legato al lanciafiamme, e mancano alcune animazioni di morte per gli zombie.
Tuttavia, la disponibilità di questo codice “quasi finale” apre le porte a una nuova stagione per la community: è molto probabile che nei prossimi mesi vedremo versioni fan-made corrette e rifinite, rendendo finalmente giustizia a un progetto che Capcom decise di cestinare a un passo dal traguardo.
Perché è importante?
Il ritrovamento di questo dump non è solo una curiosità per collezionisti, ma un tassello fondamentale della preservazione digitale. Ci permette di studiare come l’industria affrontava le limitazioni hardware e come venivano gestite le proprietà intellettuali di alto profilo in un’epoca di transizione tecnologica.
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